Eugenio Villoresi

Conosci Eugenio Villoresi?

    Per anni ci sono passato davanti e ho pensato con una buona dose di impudenza che quella statua mi ricordava un impiccato. Era la statua di Eugenio Villoresi in piazza Leonardo Da Vinci, proprio di fronte al Politecnico di Milano.

    D’accordo ne sapevo il nome e sapevo anche del “suo” canale, ma non la sua storia. Faccio ammenda e ve la racconto.

    Eugenio Villoresi progettò il canale che collega il Ticino all’Adda.

    Nel gennaio del 1868, insieme a suo nipote, inoltrò la domanda al Governo per ottenere la concessione di costruire due grandi canali di derivazione d’acqua, dal lago di Lugano e dal lago Maggiore, tramite gli emissari Tresa e Ticino. Questi due canali avevano lo scopo di migliorare l’irrigazione, favorire la navigazione dei barconi da sabbia e distribuire forza motrice alle fabbriche. Vista l’utilità la concessione venne emanata velocemente, ma sorsero presto dei problemi di natura tecnica e burocratica che lo spinsero ad abbandonare l’idea della derivazione dell’acqua dal lago di Lugano.

    Dopodiché suo nipote abbandonò il progetto perché lo riteneva troppo dispendioso.

    E così Villoresi, per realizzare il progetto, diede fondo a tutte le sue risorse personali, lasciando in eredità ai figli ben poca cosa, ma non ne vide mai il completamento che avvenne nell’aprile del 1886, sette anni dopo la sua morte.

    La sua sola consolazione fu la conferma dell’approvazione definitiva del canale che il figlio Luigi gli portò da Roma, pochi giorni prima della sua morte.

    Gli eredi, per poter finalmente vedere realizzato il progetto del padre, furono costretti a cedere i diritti di concessione alla Società Italiana Condotte d’Acqua, che aveva lo scopo di fornire acqua per usi civici, agricoli e industriali.

    Il sogno di Villoresi di veder irrigato l’alto milanese può dirsi realizzato!

    Oggi infatti il canale si snoda per 86 km, attraverso un comprensorio di 85.000 ettari nel quale distribuisce l’acqua tramite 120 bocche di derivazione, da cui si diramano rami secondari che si sviluppano per 130 km, i rami secondari alimentano a loro volta rami terziari, che generano un intrico di ben 1400 km!

    P.S. A proposito della sua statua, non è Villoresi impiccato dai debiti, ma “pensoso”.

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    Un pensiero riguardo “Conosci Eugenio Villoresi?”

    1. il 7 Giugno 2016 uscirà il Libro scritto dal giornalista Carlo Colombo dal titolo : ” I tredici sogni di un Villoresi” – Bellavite Editore .
      Oltre al sogno di Eugenio sono raccontate le imprese di altri 12 Villoresi suoi parenti: due botanici, un eretico, altri due ingegneri, un veterinario di Casa Savoia, un presidente di una squadra di calcio, una poetessa, un pilota, un eroe, due pionieri della fotografia …

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